segue.. Il ritorno alla libertà.....

 
 

 

 

 

 

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In quell'occasione i sedici Castelli posti alla guardia di Lucca sui versanti della Valdinievole e della Valleriana, vennero rinforzati e ricevettero nuove scorte di viveri, armi e munizioni dalla Magistratura dell'«Officium Conducte».

L ' «Officium Conducte» a Lucca, nei secoli XIV e XV, con le disposizioni statutarie emanate ne11308, ne11372, nel 1449 e lo studio dei registri dell'«Officio» che aveva il compito di amministrare gli «stipendiari» al servizio della repubblica, è stato commentato e pubblicato da Antonio Romiti (25). Questo studio è interessante anche perche in esso sono descritte tutte le armi individuali che, in quel periodo, venivano usate per l'equipaggiamento dei soldati.

Ne11429, come scrisse il Baldasseroni (26) e con più ampia documentazione il Muratori (27), Villa Basilica venne assalita dai soldati del condottiero Niccolò Fortebraccio, al servizio di Firenze. I difensori di Villa Basilica combatterono in un territorio assai vasto sopra la Rocca, ma subirono la superiorità degli avversari e furono sconfitti. Villa Basilica venne saccheggiata ed i suoi uomini vennero fatti prigionieri. Al saccheggio seguì un incendio, nel quale andarono distrutti gli archivi che custodi- vano le antiche memorie di Villa.

Nel 1432 fu ospite di Lucca l'imperatore Sigismondo, figlio di Carlo IV, il quale, prima di raggiungere Roma, fece togliere ai fiorentini Villa Basilica e Medicina. I fiorentini però ripresero le loro scorrerie nel territorio lucchese e, benche Lucca avesse chiesto l'aiuto del duca di Milano, Villa Basilica cadde nuovamente in mano fiorentina e fu ancora saccheggiata e incendiata.

Il luogo che sovrasta la rocca, dove avvenne il terribile scontro, venne denominato <da Rotta» e quel nome è sopravvissuto: in una selva sopra Capornano, c'è infatti una fontana chiamata ancora la «Polla della Rotta».

Angelo Pellegrini narra anche che in quella zona fu rinvenuto, scolpito in pietra, lo stemma dei Visconti, col biscione e la corona ducale.

È forse utile ricordare che, come puntualizza Michele Luzzati nella prefazione allo studio del Lucarelli (28), la Repubblica di Lucca, dopo aver recuperato la sua libertà e fino a11447, si trovò a competere contemporaneamente e «fu veramente schiacciata fra le opposte mire delle due maggiori potenze dell'Italia centro-settentrionale» di quel tempo, Firenze da un lato e la Milano viscontea dall'altro.

Nella convenzione stipulata il 7 marzo 1441, dopo il decennio di contese succeduto all'arresto di Paolo Guinigi, fra Lucca e Firenze fu prevista un'alleanza della durata di cinquant'anni. In forza dell'articolo nove di quel Trattato, furono restituiti ai lucchesi tutti i castelli ed i paesi fortificati da essi posseduti nel 1428 salvo Montecarlo. Alla Vicaria di Villa Basilica ritornarono pertanto: Villa Basilica, Collodi, Boveglio,

Aramo, Pariana, Fibbialla, Medicina, Pontito, Stiappa, San Quirico, Sora- na, Lignana, Castelvecchio, Veneri, S. Pietro in Campo e Montechiaro. Lo Statuto de11441, che prevedeva l'elezione dei Capitani e del Priore, nonche quella di un Consiglio retto da un Commissario della Repubblica di Lucca, rimase in alcuni suoi punti importanti quasi identico fino alla fine del secolo XVIII, quando la Repubblica aristocratica di Lucca cadde per l'arrivo dell'armata francese.

Con lo Statuto de11446, confermato da quello de11539, la Vicaria di Villa Basilica venne accresciuta con le sezioni di Porcari e di San Martino in Colle; esse vi rimasero sottoposte per lungo tempo insieme al Castello di San Gennaro.

Ne11502, scrive il Repetti (29), gli uomini del Monte di Pescia guerreg- giarono contro quelli di Medicina, i primi sotto la Repubblica fiorentina, i secondi sotto quella lucchese. A sostegno dei primi si unirono alcune milizie di Uzzano e di Buggiano, in aiuto degli abitanti di Medicina intervennero quelli di Villa Basilica, di A,.amo e di Fibbialla. Lo scontro avvenne proprio nel territorio di Medicina e sul terreno restarono molti feriti di ambo le parti. La notte del 30 agosto 1502, soldati di Villa Basilica e soldati di Pisa, ancora per poco libera dal dominio fiorentino e in guerra acerrima con Firenze, occuparono Monte di Pescia. I Pesciatini, però, corsi alle armi, reagirono con impeto e riuscirono a liberare il loro territorio, a respingere gli attaccanti dal territorio della Repubblica fiorentina e si inoltrarono fino al castello di Collodi, che venne saccheggiato. Per gli abitanti di Villa Basilica si creò quindi una situazione difficile, special- mente quando volevano recarsi nel territorio della Valdinievole. Per ovvia- re a queste difficoltà, 1'11 ottobre del 1502 il Vicario della Valdinievole e della Valleriana fiorentina concesse loro un salvacondotto.

Anche gli stessi confini tra Lucca e Firenze, che erano stati definiti con la pace del 1441 , tornarono in discussione e nuovi accordi e sentenze furono sanciti nella seconda metà del secolo XVI, cominciando da Cutigliano e continuando per tutta la Vicaria della Valleriana. Infatti Firenze, per alcune ostilità avvenute tra la Repubblica di Lucca ed il territorio di Barga dipenden te dai fioren tini, ordinò al podestà di Pistoia di effettuare un' azio- ne offensiva contro il confine lucchese. L'azione imprevista ebbe il suo effetto e l'esercito fiorentino occupò Villa Basilica, Collodied altri castelli viciniori. Villa Basilica venne presidiata da una compagnia di pesciatini. Quell'occupazione però fu di breve durata, perche lo scopo dei fiorentini non era tanto quello di mantenere il possesso del territorio di Villa Basili- ca, quanto piuttosto quello di ottenere Pietrasanta e Motrone in Versilia. Questo intento lo raggiunsero il 29 settembre 1513 col lodo di papa Leone X, fiorentino e della famiglia dei Medici.