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La Storia in breve


     Fontana nella Piazza di Villa B.

 

Interno chiesa a Villa B.

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E’ noto l'opuscolo composto nel secolo scorso da Angelo Pellegrini, le cui notizie non sono sempre sostenute da documentazione archivistica. Esso deve essere considerato pertanto un primo contributo alla storia della Comunità di Villa Basilica e, come peraltro egli dice all'inizio del suo scritto, un atto di buona volontà e d’amore per questa terra così ricca di storia, di laboriosità e di bellezze naturali ed artistiche (4). Un articolo ricco di citazioni bibliografiche è quello, poco noto, che Antonio Mazzarosa pubblicò sulla rivista fiorentina «Arte e Storia» (5). Era un periodico fondato e diretto da Guido Carocci, il quale aveva avuto anche il merito di dar vita al «Museo di Firenze antica», annesso a quello di S. Marco, ove riunì i reperti più pregevoli scampati alla demolizione del centro storico di Firenze. Una Guida storico-artistica di Villa Basilica è stata composta anche da Ermenegildo Nucci nel 1938.

  Salvatore Andreucci (6), evitando qualsiasi precedente illazione, basata su alcuni toponimi e considerazioni discutibili che talvolta inducono alla fantasia, ha voluto giudicare delle origini di Villa Basilica esclusivamente sulla base di documenti conservati quasi tutti nell'Archivio Arcivescovile di Lucca. Basandosi sulle pergamene più antiche, relative cioè al periodo longobardo e franco, egli si è limitato a sostenere che Villa dovette essere, nel periodo del basso Impero, un agglomerato abbastanza vasto e completamente autonomo. Ha inoltre avanzato l'ipotesi che, per la particolare ubicazione, questo centro si trovò ad accogliere gli abitanti di quei villaggi che erano più esposti agli attacchi dei vari gruppi barbarici.

Francesco Baroni (9, in precedenza, si era posto il quesito delle origini di Villa ed aveva pubblicato un'indagine etimologica molto attenta che possedeva il pregio di uno studio filologico e storico. Essa offriva infatti allo studioso un contributo fondamentale di critica toponomastica, relativo a tutta la vallata della Pescia Minore e della contigua Valleriana, in epoca recente inglobata nella provincia di Pistoia, ma di chiara origine lucchese.

 Emanuele Repetti, nel suo noto Dizionario, alla voce «Villa Basilica», attribuisce ad essa alcune pergamene dell'ottavo e del nono secolo che attestano dell'esistenza a Villa di un'antica chiesa intitolata a S. Benedetto. Altri studiosi hanno condiviso questo suo parere. La prima di tali pergamene, datata nel maggio del 774, tratta di un'offerta di beni lasciati alla chiesa di San Benedetto di Villa «dov'era rettore il prete Aldiperto figlio d’Auserano fondatore di quella chiesa».

A Villa Basilica e nei paesi della Pescia Minore, sopravvivono diversi nomi di derivazione romana ma, come giustamente osserva il Potenti (1), «il punto focale della storia di Villa Basilica è la sua Pieve antichissima, la cui versione preromanica, della quale resta la rozza cripta, egli propose di datare intorno ai secoli VIII-X. La dedicazione della Pieve a S. Maria ci riporta peraltro ad una chiesa anteriore, protocristiana, forse risalente ai secoli V-VI; «è possibile», egli aggiunge, «che si tratti di una delle ventotto chiese fondate dal Vescovo di Lucca San Frediano».