I nuovi statuti della Vicaria

La Vicaria di Villa Basilica, con i principi consueti, per corrispondere alle esigenze anche economiche del territorio da essa amministrato, si dette dei nuovi Statuti; uno nel 1590 ed un altro ne11623. L'originale dello Statuto del 1590 è conservato nell'archivio del Comune di Villa Basilica, quello del 1623 nell' Archivio di Stato di Lucca.

Come ricorda Carla Sodini (38), «gli statuti del 1590 ci presentano in sostanza una comunità bene organizzata, assai attiva e senza grosse contraddizioni al suo interno. In essa anche l'organizzazione fiscale sembra basarsi sul criterio umanitario che è alla base di tutta l'attività sociale del paese. In tale Statuto erano esenti dalle tasse sugli immobili e sulle persone fisiche, tutti i vecchi di oltre settanta anni, i minori di sedici, gli impediti e «stroppiati», i soldati della guarnigione. Vari articoli trattano abbondantemente della coltura del gelso e pene severe sono previste per coloro che, danneggiando le piante o rubandone le foglie, compromettono la coltura del baco da seta, che per lungo tempo ha avuto grande importanza per l'economia della vallata.

Nel 1623 il Parlamento della Vicaria di Valdriana rinnovò lo Statuto che venne articolato in trenta capitoli, la cui attenzione era rivolta massimamente agli aspetti organizzativi e istituzionali della Comunità. Anto- nio Romiti (39) spiega che la riunione parlamentare era guidata dal Vicario o Commissario, al quale spettava l'onore di avanzare le «proposte». Successivamente i «Sindici» delle varie comunità esponevano «con reverentia» la loro opinione, stando in piedi ed a capo scoperto. I «Sindici» delle nove comunità che formavano la Vicaria dovevano vestire «con ferraiolo o cappa nera et cappello simile». Uno dei compiti principali del Commissario della Vicaria di Villa Basilica, che era terra di confine, consisteva nell'annuale visita dei "termini", che erano i colonnini in pietra che delimitavano i confini fra lo Stato di Lucca e quello di Firenze. Funzionari stabili della Vicaria erano: il Cancelliero, il Camarlingo Generale, il Massaiolo, il Bargello, i Messi e i Corrieri. Il Cancelliero era un N otaro che aveva il compito di convocare e registrare le riunioni del Parlamento, tenendo la corrispondenza relativa. Il Camarlingo Generale, che veniva scelto nel territorio della Vicaria per le sue possibilità economiche, perche in caso di insolvenza doveva pagare di persona, aveva il compito della riscossione delle «colte», delle imposte, delle pigioni, dei crediti, degli affitti e di tutte le entrate della Vicaria.II Massaiolo aveva il dovere di sovrintendere a tutti i beni affidati ai dirigenti della Vicaria ed era obbligato a tenere sempre aggiornato un Libro-Inventario, nel quale registrava tutti gli arredi affidati al Vicario e Commissario, al Notaro, al Colonnello, ai Messi ed ai Famigli.1I Bargello doveva sorvegliare l' opera del Massaiolo; i Messi dovevano tenere l' amministrazione ordinaria della Vicaria seguendo le norme generali della Repubblica ed i Corrieri dovevano tenere il collega- mento col territorio. A seconda del tipo della loro «missione», essi avevano diritto ad una paga diversa. Per le missioni che, per motivi di urgenza, dovevano essere effettuate di notte, i Corrieri percepivano un compenso maggiore. Nello Statuto suddetto non figurano i compiti del Colonnello. È chiaro, però, che egli dipendeva direttamente dalla superiore autorità militare della Repubblica e che ad essa doveva render conto, con specifiche relazioni concernenti i problemi riguardanti le varie rocche affidate alla difesa della guarnigione da lui dipendente.

(38) SODINI C., Le magistrature del comune di Villa Basilica secondo gli Statuti del 1590, in «Riv. di archeologia, storia e costume», a. IV, 1976, I, p. 31 e sgg.

(39) ROMITI A., La Vicaria della Valdriana e la sua riorganizzazione seicentesca, Ibidem, a.

XIV, 1986,3, p. 19 e sgg.

I primi Capitoli dello Statuto